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Jam
Jazz Cinque inni bizantini tradizionalmente eseguiti nel periodo pasquale
durante le cerimonie della Chiesa Ortodossa. Musica misteriosa, esoterica,
rituale. Note sospese e spirituali, le cui trace si perdono nella notte
dei tempi. “La loro semplicità espressiva mi ha portato a
ricercare in questo antico materiale un’ essenza atemporale”,
racconta Vassilis Tsabropoulos a proposito di “Akroasis”.
È, questo, il suo secondo lavoro tergato ECM, dopo lo stupefacente
esordio di “Achirana” in trio con John Marshall e Arild Andersen.
Ed è anche il suo primo album solitario per la label di Manfred
Eicher, segno di un’ attenzione non più occasionale del producer
tedesco per la scena ellenica (si vedano, ad esempio, le colonne sonore
di Eleni Karaindrou e il live di Savina Yannatou). Già alcuni mesi
fa il trentasettene musicista Greco, originario di Atene, aveva dato alle
stampe un piano solo pubbicato per una piccola etichetta indipendente
italiana, che ne documentava un’ intensa performance live a Cremona.
Ma qui le cose cambiano. E in meglio. È un repertorio, quello scelto,
che brilla come la tessere di un mosaico policromo. Suoni delicate in
equilibrio tra Oriente e Occidente, fluttuanti in una terra di confine
dove la liturgia antica incontra la sensibilità contemproranea.
Tra libertà (di variazione) e necessità (di rispetto del
testo di partenza). Ivo Franchi
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